Nuova copertina per “La ragazza del bar”
Filed Under (La ragazza del bar) by admin on 12-01-2009
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Questa sembra decisamente meglio:
Questa sembra decisamente meglio:
Eseguita la prima correzione delle bozze, correggendo un tot di errori di battitura e simili.
Magiche iterazioni richiamavano le infinite infinità della successione di Fibonacci, dimostrando per assurdo la congettura di Riemann.
Stravaganti assiomi si trasponevano nella concreta realtà fisica, con matematica certezza.
Teoremi dimostrati per induzione esprimevano impetuosamente la loro virtuale esistenza.
Funzioni che esplodendo in singolarità, distruggevano ogni certezza metafisica.
Asserti rigorosi dimostrati da astruse astrazioni, dirompevano nell’intelletto.
Procedimenti induttivi e deduttivi si incrociavano a vicenda.
Le prime luci dell’alba illuminavano il porto. L’aria era gelida e uno stormo di gabbiani attraversava il cielo terso.
Aveva appuntamento con Lex per consegnargli la versione definitiva del lavoro di Stefano. In realtà non aveva nulla con sé. Era lì per ucciderlo. Avrebbe così vendicato il collega e per ironia della sorte si trovava nel medesimo posto dove si verificò l’omicidio-suicidio.
Scese dalla macchina per sgranchirsi le gambe. Si avvicinò al molo dove erano ormeggiate le barche. I minuti passavano ma di Lex nessuna traccia.
La città si stava svegliando. Gli operai davano vita ad una nuova giornata lavorativa, iniziando a scaricare la merce da una nave da carico. Guardò l’ora: erano quasi le otto. Ormai Lex non sarebbe più venuto. Chissà, forse aveva capito che la corsa era truccata. Ma non aveva più importanza… Salì in macchina e si diresse verso il bar.
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I processi cognitivi erano riducibili ad una procedura algoritmica. Fondamentalmente un algoritmo era uno schema di calcolo. E un algoritmo estremamente complesso come quel soggiacente ai processi cerebrali, era – in linea di principio – in grado di produrre l’illusione di possedere una consapevolezza, quindi una coscienza.
Non c’era spazio per la libertà di scelta, in quanto l’evoluzione temporale era assegnata una volta per tutte. Al più, si poteva percepire l’illusione di possedere una libertà.
Se quella sera di novembre non si fosse fermato al bar…
Non avrebbe conosciuto Rossella…
La sua vita avrebbe avuto un corso totalmente diverso. Read the rest of this entry »
Tra i dati copiati dal computer di Stefano, aveva dimenticato di esaminare il contenuto di una directory dal nome banale. Una sera l’aprì e vide che conteneva una quantità considerevole di documenti riguardanti la schizofrenia. Erano per lo più file scaricati da internet. Si trattava di un vero e proprio approfondimento di tale patologia. Rimase perplesso circa le ragioni che avevano spinto il collega ad interessarsi a quella malattia. Allora gli venne in mente la diagnosi del neurologo corrotto. Tutto questo era più di una banale coincidenza. Read the rest of this entry »